Al fùs – il fuso

Il fuso è lo strumento che permette di filare a mano, cioè di torcere le fibre della canapa in modo da trasformarne l’ammasso grezzo in un filo continuo e resistente. E’ proprio la torcitura che  conferisce coesione e resistenza al filo grazie alla torsione.

 

Il fuso veniva usato di norma (ma non necessariamente) insieme alla conocchia o rocca, bastone a cui veniva legato l’ammasso di fibre da filare, canapa nel nostro caso, ma anche lana e lino. La filatura è stata per millenni incombenza femminile. Con tutte le fasi della lavorazione delle fibre, dalla preistoria alla rivoluzione industriale ha occupato una grossa parte del lavoro domestico, tanto che l’accoppiata rocca e fuso era compresa nella dote di una sposa.

Il fuso tradizionale italiano aveva forma affusolata, è costruito generalmente in legno tornito con le estremità appuntite e il centro panciuto che fungeva da volano. La rotazione impressa al bastoncino, prolungata dall’effetto centrifugo del tondino torce le fibre che vengono fissate alla sommità del fuso mediante un nodo o grazie a un gancetto infisso al centro dell’asta. A mano a mano che la rotazione imprime torsione alla fibra, altra fibra viene estratta dalla massa tenuta in mano o posata nella rocca. Quando il fuso tocca terra, la rotazione viene sospesa e il filo prodotto viene avvolto attorno all’asta del fuso, subito sopra o subito sotto al volano a seconda della tipologia.

[da https://it.wikipedia.org/wiki/Fuso_(strumento)%5D

Il filo, la filatura e le successive operazioni sino alla tessitura sono all’origine di tante locuzioni idiomatiche e modi di dire che quotidianamente utilizziamo ancor oggi. Ne riportiamo qui alcune relative alla filatura; ne riporteremo altre nelle pagine che descrivono le fasi successive della lavorazione. La quantità e ricchezza di queste espressioni rivela quanto la filatura sia stata fondamentale nella storia dell’uomo.

ai tempi in cui Berta filava = nel lontano passato;
dar del filo da torcere = procurare difficoltà;
un filo di voce = quando la voce è flebile/sottile come un filo;
un filo di speranza = una speranza fragile come un filo;
appeso a un filo =  in condizione precarie, il filo è fragile;
il filo della vita;
di filo = operare senza interruzioni, da cui l’aggettivo difilato;
essere legati, uniti a filo doppio;
ci unisce un filo molto resistente = un forte legame affettivo;
il filo del discorso, della storia, delle idee;
a filo di logica;
perdere, riprendere il filo;
per filo e per segno =  con continuità di svolgimento come quella della filatura;
il filo del coltello;
il filo del vento, della corrente;
il filo del legno =
il verso delle fibre;
sul filo dei millimetri = un spazio sottile come un filo.

Ci sarebbe piaciuto mostrare, in pratica, come si filava, ma purtroppo, sin ad ora, non abbiamo trovato nessuno nella zona di Mirabello che sia in grado di farlo (a proposito, se per caso conosceste qualcuno/a che sa farlo e ha voglia di mostracelo fatecelo per favore sapere). Abbiamo allora cercato in rete e trovato questo video e che mostra la filatura della lana, sia con il fuso che con il filarino, di cui parliamo in una pagina seguente. Ve lo proponiamo.

 

 

 

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