Scopo

La campagna che si estende attorno a Mirabello non presenta, a chi la guardi con occhio superficiale, alcuna caratteristica che la differenzi dalle altre terre della bassa padana. Si direbbe che questo paesaggio si sia sempre presentato come appare oggi: un’ordinata scacchiera di poderi, coltivati con amore ed esperienza; una rete di strade, fiancheggiate da canali e da scoli; un succedersi di case isolate, di cascinali, di borgate tranquille. Studiando la sua la storia, ci si rende però conto di quante e quali trasformazioni, determinanti per il modo di essere e di vivere della sua gente, questo paese e il suo ambiente abbiano subito col trascorrere dei secoli.

Per primi, negli anni ’80, Carlo Bione, Franco Rinaldi, e Ermanno Carletti iniziarono a indagare per rintracciare le testimonianze di tali mutamenti. Analizzarono con pazienza i documenti negli archivi; ripercorsero e lessero il territorio nelle sue strutture (alberature, canali, argini, strade e manufatti); interrogarono quanti ancora ricordavano nozioni utili, ormai prossime ad essere dimenticate; rintracciarono quegli oggetti, quelle espressioni idiomatiche, quelle prove testimoniali ancora capaci di tramandarci una storia e una cultura oggi quasi dimenticate.

Trent’anni più tardi, sulla base del loro lavoro pioneristico, abbiamo ideato questo Museo, dedicato a Rodolfo e Luigi Sessa, due milanesi che hanno amato questa terra e ad essa hanno dedicato una larga parte della loro attività. L’abbiamo ideato nel 2004 e la sua realizzazione ha richiesto sei anni: è stato inaugurato nel maggio del 2011.

Pur se inaugurato esso è ben lontano dall’essere finito, e forse finito non sarà mai, perché, come apprenderete cliccando su LE SEZIONI, molto c’è ancora da fare.  E potrà essere fatto solo dalla gente che abita questo territorio, mettendo a disposizione del Museo non solo e non tanto quegli oggetti che potrebbero essere utilmente aggiunti all’esposizione, ma soprattutto la propria memoria: fornendo i nomi (in dialèt) degli oggetti esposti e la descrizione del loro uso, riferendo leggende, canti popolari, filastrocche, scioglilingua, memorie di eventi e quei racconti che si tramandavano nelle veglie nelle stalle.  Scopo del Museo è, infatti, quello di raccogliere e conservare storia e memoria della civiltà degli uomini e delle donne che hanno plasmato questo territorio. E occorre farlo al più presto, prima che le sue ultime traccie svaniscano, assieme agli ultimi che la vissero. Prima cioè che su di essa scenda il buio.

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Il Museo è di proprietà della Azienda Agricola Palazzo Maria Sessa SNC di Rodolfo Soncini Sessa & C che ha messo a disposizione i locali, realizzato le opere necessarie e curato l’allestimento. Una parte degli oggetti esposti sono di proprietà di abitanti di Mirabello o dell’Alto Ferrarese e il Museo li ha solo in licenza d’uso revocabile.

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