Pannello 0A – Carta geomorfologica

La lettura di questa carta è un’efficace sintesi di quanto abbiamo appreso sulle vicende idro-morfologiche della nostra zona. Essa mostra, infatti, che la storia raccontata dalle antiche carte è tuttora leggibile sul terreno.

La carta fu realizzata nel 1982 dall’Università di Ferrara, incrociando dati altimetrici di precisione (rilevati per mezzo di radar sintetici satellitari) con dati foto-geologici, litologici e stratigrafici. Le forme morfologiche sono state classificate in base alla loro origine; un’origine spesso complessa, poiché consegue dalla interazione di processi naturali e interventi antropici. Quelle di maggior interesse per la nostra ricerca sono i paleoalvei, cioè gli antichi letti dei fiumi, denotati sulla carta con una campitura a scacchi bianco-marroni o bianco-gialli.

I paleoalvei dei fiumi scomparsi prima del basso Medioevo si presentano oggi come dossi arrotondati, che si elevano di uno o due metri sulla campagna circostante. Prima della bonifica e della regimazione dei fiumi essi soli emergevano dalla distesa delle acque stagnanti e quindi su di essi sorsero i primi insediamenti in epoca preistorica. Una volta bonificate le terre, sugli stessi paleoalvei s’insediarono argini o strade.

Un paio di esempi.
Proprio al centro dell’immagine vedere il paleoalveo dell’antico Po di Ferrara, il cui declino iniziò con la rotta di Ficarolo del 1152. Abbiamo già osservato come esso sia riconoscibile anche dalla tessitura dei campi osservando la foto satellitare a lato della porta da cui siete entrati.
Un poco più in basso e a destra, una freccia segnala l’alveo artificiale del Reno realizzato nel 1522 per immettere questo fiume nel Po. Esso fu realizzato sfruttando in parte un paleoalveo del Panaro. Lo si riconosce dal fatto che, risalendo il letto del fiume verso Vigarano Mainarda e Mirabello si incontra, a metà strada tra questi due paesi, un paleoalveo, proveniente da Casumaro che si diparte dal Panaro presso Finale Emilia. Nel 1500 i Bolognesi lo sfruttarono per realizzare l’argine del Castagno, al fine di proteggere il loro territorio dalle esondazioni del Po. In epoca successiva su di esso si è insediata la strada che congiunge Mirabello a Casumaro.

Vi lasciamo il piacere di scoprire altri fatti interessanti. Alcuni sono segnalati nei fumetti; altri potrete scoprirli da soli.

Sino all’inizio del XIX secolo non esisteva un sistema di pesi e misure internazionalmente accettato, ma ogni stato o città aveva il proprio. Per aiutarvi nella lettura dei documenti abbiamo riportato nella metà inferiore del pannello una tabella con le unità più comunemente utilizzate in passato in questa zona e la loro equivalenza nel sistema attuale.

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