Pannello 20 – I Sessa

Nel 1872 Carlo Sessa, un industriale milanese, noto per aver creato la prima impresa italiana per la produzione dell’alcool e del ghiaccio artificiale e per essersi dedicato a favorire l’utilizzazione tessile della canapa e della seta, giungeva in treno a Bologna e da lì, in vettura a cavalli, a Mirabello.Vi si recava per visionare, in vista di un possibile acquisto, l’azienda agricola che la famiglia Morardet, anch’essa di industriali tessili, aveva posto in vendita. L’azienda nel 1803 era stata venduta da un pronipote del Cardinale Aldrovandi e, dopo vari passaggi, era entrata nella proprietà dei Morardet. L’acquisto fu concluso il 27 Febbraio 1878 e occorsero vari anni per liberare la tenuta dalle molteplici ipoteche, pesi e livelli lasciati dagli Aldrovandi e dai Morardet.

Nel 1880 iniziarono i lavori di miglioria che erano negli intendimenti dei nuovi proprietari: le 19 abitazioni coloniche erano diroccate e cadenti, le stalle in condizioni ancora peggiori e la viabilità primitiva; gli scoli delle acque non esistevano, tanto che la possessione Boscona era sommersa per gran parte dell’anno e l’accesso si effettuava in barca.  La morte di Carlo,  nel 1881, non arrestò la realizzazione dei progetti che vennero continuati dal figlio Rodolfo.

L'aspetto della Tenuta Sessa all'arrivo di Luigi Sessa (1932)

La bonifica e la sistemazione dei terreni comportò l’abbattimento totale delle vecchie alberature, trasporti di terra e baulature, la formazione di scoline e la piantagione a cavalletto di olmi maritati alla vite, secondo un piano per cui gli appezzamenti risultavano uniformi e rettilinei nel senso nord-sud. In senso trasversale furono incisi i fossi di scolo che convogliano le acque in Riolo. L’intera azienda era così suddivisa in un gigantesco reticolo regolare, sottolineato dai filari di pioppi cipressini.

Una delle moderne colonie bi-familiari realizzate da Rodolfo (1890)

Ancor prima della sistemazione del terreno, iniziò la ricostruzione immobiliare. Per la difficoltà di procurarsi i mattoni venne creata una fornace nella stessa azienda, che i mirabellesi continuavano a chiamare Impresa  come ai tempi del Cardinale. Un riconoscimento di quanto fatto dalla proprietà per il miglioramento igienico delle  abitazioni si ebbe già nel 1909 col conferimento a Rodolfo della medaglia d’oro della Commissione Pellagrologica.

Premio per l’attività svolta a favore del miglioramento igienico delle case rurali (1909)

Dopo la morte di Rodolfo nel 1912, l’azienda fu gestita dalla vedova, Anna Sessa Fumagalli, e poi, dal 1932, dal nipote Luigi (Gigi) Sessa. Questi riprese con ardore l’opera di rinnovamento: destinò 63 ettari, riscattati ai coloni, a sperimentazioni, così da essere in grado di suggerire miglioramenti alle mezzadrie, e rinnovò tutte le case. Sino alla seconda guerra mondiale la stabilità delle famiglie nelle colonie era molto elevata: le famiglie dei Biondi, dei Branchini, dei Caselli, dei Govoni e dei Taddia già nel 1950 avevano superato il secolo di presenza. Dopo la seconda guerra mondiale le nuove unità familiari non vollero però più dipendere dal reggitore, specialmente quando questi era un nonno o uno zio. Per venire incontro alle esigenze delle nuove generazioni, Luigi realizzò, tra il 1954 e il 1957, lo sdoppiamento delle abitazioni (portando i vani totali dai 152 delle 19 colonie del 1872 ai 337 delle 44 colonie del 1957) e delle stalle. Ogni colonia fu dotata di una sua cantina, di un forno da pane, di pollaio, porcile, magazzino e di una casella per ricovero attrezzi. Sin dal 1941 aveva costruito presso la Rotta Bisacca un centro culturale (il Dopolavoro) per corsi d’istruzione e proiezione di film. Per la sua attività, e in particolare per la cura dedicata alla formazione culturale dei coloni, nel  1956 Luigi Sessa fu insignito della medaglia d’oro per meriti culturali e nel 1958 fu nominato Cavaliere del Lavoro.  Dopo la sua morte, nel 1959, subentrò nella gestione la figlia Mariele, coadiuvata dal marito Eugenio Soncini e dal direttore Primo Fiorini.

Luigi Sessa e sua figlia Mariele (1935)

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